Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni su protezione dei dati (GDPR), intelligenza artificiale (AI Act) e cybersicurezza (NIS2). Ogni risposta richiama il riferimento normativo e rimanda alla fonte ufficiale. È materiale divulgativo, aggiornato alla data di ultima revisione: non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

Protezione dei dati personali (GDPR)

Cosa si intende per «dato personale»?

Qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile, direttamente o indirettamente (ad esempio tramite nome, un numero di identificazione, dati di ubicazione, un identificativo online). Lo prevede l'art. 4, n. 1, del GDPR.

Fonte: Art. 4 GDPR (Reg. UE 2016/679)

Cosa sono le «categorie particolari» di dati (i cosiddetti dati sensibili)?

Sono i dati che rivelano origine razziale o etnica, opinioni politiche, convinzioni religiose o filosofiche, appartenenza sindacale, nonché i dati genetici, i dati biometrici intesi a identificare univocamente una persona, i dati relativi alla salute, alla vita sessuale o all'orientamento sessuale. Il loro trattamento è in via di principio vietato, salvo ricorra una delle condizioni elencate nell'art. 9, paragrafo 2, del GDPR.

Fonte: Art. 9 GDPR

Quali sono le basi giuridiche che rendono lecito un trattamento?

Un trattamento è lecito solo se ricorre almeno una delle basi indicate dall'art. 6 del GDPR: il consenso dell'interessato, l'esecuzione di un contratto, l'adempimento di un obbligo legale, la salvaguardia di interessi vitali, l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all'esercizio di pubblici poteri, oppure il legittimo interesse del titolare (bilanciato con i diritti dell'interessato).

Fonte: Art. 6 GDPR

Quando il consenso è valido?

Il consenso deve essere libero, specifico, informato e inequivocabile, manifestato con una dichiarazione o un'azione positiva inequivocabile; non sono ammessi caselle preselezionate o silenzio. L'interessato può revocarlo in qualsiasi momento, con la stessa facilità con cui lo ha prestato. Lo prevedono l'art. 4, n. 11, e l'art. 7 del GDPR.

Fonte: Artt. 4 e 7 GDPR

Quali diritti posso esercitare sui miei dati?

Il GDPR riconosce all'interessato il diritto di accesso (art. 15), di rettifica (art. 16), di cancellazione o «oblio» (art. 17), di limitazione del trattamento (art. 18), alla portabilità dei dati (art. 20), di opposizione (art. 21) e di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente su un trattamento automatizzato che produca effetti significativi (art. 22).

Fonte: Artt. 15-22 GDPR

Quando è obbligatorio nominare un Responsabile della protezione dei dati (DPO)?

La nomina del DPO è obbligatoria, ai sensi dell'art. 37 del GDPR, quando il trattamento è effettuato da un'autorità o organismo pubblico, quando l'attività principale consiste in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala, oppure quando consiste nel trattamento su larga scala di categorie particolari di dati o di dati relativi a condanne penali e reati.

Fonte: Art. 37 GDPR

Cosa devo fare in caso di violazione dei dati (data breach)?

Il titolare deve notificare la violazione all'autorità di controllo senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore dal momento in cui ne è venuto a conoscenza, a meno che sia improbabile che la violazione presenti un rischio per i diritti e le libertà delle persone (art. 33). Se il rischio è elevato, deve inoltre comunicarla agli interessati (art. 34).

Fonte: Artt. 33-34 GDPR

Quando serve una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA)?

La DPIA è richiesta quando un tipo di trattamento, specie se basato su nuove tecnologie, può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone: ad esempio in caso di valutazione sistematica e globale di aspetti personali con profilazione, di trattamento su larga scala di categorie particolari di dati, o di sorveglianza sistematica su larga scala di zone accessibili al pubblico. Lo prevede l'art. 35 del GDPR.

Fonte: Art. 35 GDPR · Garante, DPIA

Posso trasferire dati personali fuori dall'Unione europea?

Il trasferimento verso un Paese terzo è ammesso solo se vi è una decisione di adeguatezza della Commissione (art. 45), oppure in presenza di garanzie adeguate come le clausole contrattuali tipo o le norme vincolanti d'impresa (artt. 46-47); in mancanza, solo al ricorrere di una delle deroghe specifiche previste dall'art. 49. La disciplina è contenuta nel Capo V del GDPR (artt. 44-49).

Fonte: Artt. 44-49 GDPR

Quali sanzioni prevede il GDPR?

L'art. 83 del GDPR prevede sanzioni amministrative fino a 10 milioni di euro o, per le imprese, fino al 2% del fatturato mondiale annuo per le violazioni meno gravi, e fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato per quelle più gravi; si applica l'importo maggiore tra i due. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.

Fonte: Art. 83 GDPR

Che differenza c'è tra titolare e responsabile del trattamento?

Il titolare del trattamento è chi determina le finalità e i mezzi del trattamento (art. 4, n. 7); il responsabile è chi tratta i dati per conto del titolare (art. 4, n. 8). Il rapporto tra i due deve essere regolato da un contratto o altro atto giuridico, con i contenuti previsti dall'art. 28 del GDPR.

Fonte: Artt. 4 e 28 GDPR

Come si rapportano il GDPR e il Codice Privacy italiano?

Il GDPR è direttamente applicabile in tutta l'Unione; il Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003), come modificato dal D.Lgs. 101/2018, adegua l'ordinamento italiano al Regolamento e contiene le disposizioni nazionali di dettaglio. L'autorità di controllo per l'Italia è il Garante per la protezione dei dati personali.

Fonte: D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy)

Intelligenza artificiale (AI Act)

Cos'è l'AI Act e da quando si applica?

È il Regolamento (UE) 2024/1689, primo quadro normativo organico sull'intelligenza artificiale. È entrato in vigore il 1° agosto 2024, con applicazione scaglionata: i divieti sulle pratiche vietate si applicano dal 2 febbraio 2025, gli obblighi sui modelli di IA per finalità generali dal 2 agosto 2025, e gran parte degli obblighi sui sistemi ad alto rischio dal 2 agosto 2026.

Fonte: Reg. UE 2024/1689 (AI Act)

Come classifica i sistemi di intelligenza artificiale l'AI Act?

L'AI Act adotta un approccio basato sul rischio: alcune pratiche sono vietate in quanto tali (art. 5); i sistemi ad alto rischio sono ammessi solo nel rispetto di obblighi stringenti (gestione del rischio, qualità dei dati, sorveglianza umana, documentazione); i sistemi a rischio limitato sono soggetti a obblighi di trasparenza (art. 50, ad esempio sapere che si sta interagendo con una macchina); il resto resta sostanzialmente libero.

Fonte: Reg. UE 2024/1689, artt. 5 e 50

Cybersicurezza (NIS2)

Cos'è la NIS2 e come si applica in Italia?

La NIS2 è la Direttiva (UE) 2022/2555, che rafforza il livello di cybersicurezza nell'Unione ampliando la platea dei soggetti coinvolti (distinti in «essenziali» e «importanti») e introducendo obblighi di gestione del rischio e di notifica degli incidenti significativi. In Italia è stata recepita con il D.Lgs. 4 settembre 2024, n. 138; le notifiche e i rapporti con i soggetti obbligati fanno capo all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) tramite il CSIRT Italia.

Fonte: D.Lgs. 138/2024 (recepimento NIS2)

Ultima revisione: 6 giugno 2026